Biodiversità

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Linea Sorgente - Rizziconi: monitoraggio dei flussi migratori dell’avifauna per una pianificazione ottimale delle dismissioni

Lo scorso anno abbiamo dato notizia dell’uso sperimentale del radar per monitorare il passaggio dell’avifauna in prossimità dello Stretto di Messina, una zona fortemente interessata da rotte migratorie. Lo studio ha permesso di escludere rischi significativi per gli uccelli nell’area dove è previsto il passaggio della linea Sorgente – Rizziconi.

Nel 2012 Terna ha nuovamente monitorato, come da prescrizione del Decreto di Compatibilità Ambientale per la linea Sorgente – Rizziconi, il passaggio dell’avifauna tra Calabria e Sicilia, all’interno delle aree “Rete Natura 2000”, per ricavarne indicazioni utili alla pianificazione delle dismissioni delle vecchie linee attualmente presenti in questi territori.

Questo secondo monitoraggio è stato di tipo tradizionale, cioè con osservatori a terra, ed è stato condotto, 24 ore su 24, in concomitanza con la migrazione primaverile degli uccelli da metà aprile a metà maggio 2012.

Sono stati contati 10.130 uccelli in Sicilia e 28.776 in Calabria.

I dati registrati hanno confermato lo scarso flusso migratorio nell’area interessata dalla linea elettrica di Terna sia nelle zone dei Peloritani più orientali che nell’area dell’Aspromonte, evidenziando come la zona in cui è previsto il passaggio del nuovo elettrodotto sia poco interessata dalla migrazione degli uccelli, dei rapaci in particolare, che transitano più a Sud-Est o lungo la costa ionica, in dipendenza della direzione dei venti.

La maggioranza dei transiti è distante dalla futura linea, mentre quelli più vicini sono a oltre 100 metri di altezza, una quota tale da far ritenere che la futura linea non interferirà con la migrazione.

Questi positivi risultati sono attualmente oggetto di studio degli uffici di progettazione per la definizione degli aspetti tecnici delle future dismissioni.

 

La rete di Terna è presente in modo diffuso su tutto il territorio nazionale. La sua relazione della rete con l’ambiente naturale circostante e il suo impatto sulla biodiversità assumono diverse caratterizzazioni nella fase di costruzione di nuove linee e in quella di esercizio di linee esistenti. Nella fase di costruzione l’impatto sulla biodiversità è legato alle attività di cantiere: apertura di passaggi per arrivare a erigere i tralicci, escavazione del suolo, rimozione di materiali residui. L’intervento di realizzazione di nuove linee e stazioni impone particolare attenzione se avviene in prossimità o all’interno di aree protette.

Una volta costruita la linea, la relazione con la biodiversità è duplice. Da un lato, il tracciato della linea può costituire un fattore di accrescimento della biodiversità e di protezione di alcune specie. Ad esempio, quando le linee attraversano vaste zone aperte o estese aree con monocolture cerealicole, i tralicci e le loro basi costituiscono “isole” di concentrazione della biodiversità. Le basi dei tralicci, soprattutto quelli più grandi che sostengono linee ad Alta Tensione, sono le uniche zone risparmiate dall’agricoltura intensiva e sottratte all’attività di lavorazione e trasformazione del terreno. Sono le zone in cui fioriscono erbe spontanee e rovi in cui i roditori selvatici trovano rifugio perché i loro sistemi di tane non sono distrutti periodicamente dalle attività di aratura. Sono anche quelle intorno a cui si concentrano i predatori dei roditori, ovvero gli uccelli rapaci. Gli uccelli, e in particolare i rapaci, utilizzano infatti comunemente le linee elettriche e i tralicci sia come punti di osservazione del territorio sia come strutture per la nidificazione.

Dall’altro lato, la presenza delle linee ha effetti potenzialmente negativi sulla biodiversità, che riguardano in particolare gli uccelli. Il rischio di elettrocuzione non dovrebbe interessare gli impianti di Terna, in quanto è legato allo spazio ridotto tra i conduttori tipici delle linee a bassa e media tensione, che può determinare la folgorazione degli uccelli – soprattutto se grandi – che ne attraversano il percorso. Alla presenza delle linee ad Alta Tensione è associato invece il rischio di collisione. L’effettivo verificarsi delle collisioni dipende dalla densità della fauna avicola e dalla frequenza dei transiti in volo in prossimità delle linee. I fattori rilevanti in tal senso sono le rotte degli uccelli migratori – particolarmente importanti in Italia che è un Paese “ponte” dall’Europa verso l’Africa – la dislocazione delle zone umide sul territorio, la presenza di aree protette, riserve e parchi.

Nel 2008 Terna ha siglato con LIPU (partner italiano di Birdlife International) un accordo per uno studio scientifico sull’interazione tra le linee ad Alta Tensione e gli uccelli.

Il progetto ha rappresentato un’importante opportunità per studiare, per la prima volta in modo sistematico e su ampia scala nazionale, le reali interazioni dell’avifauna con le linee elettriche ad Alta e Altissima Tensione della Rete elettrica di Trasmissione Nazionale (RTN). Gli unici studi disponibili erano infatti relativi al fenomeno dell’elettrocuzione, cioè della morte per folgorazione degli uccelli che toccano contemporaneamente con le ali due conduttori, tipico delle reti a bassa e media tensione.

Lo studio della LIPU, terminato a fine 2011, ha evidenziato che il rischio di collisione dei volatili con le linee elettriche ad Alta e Altissima Tensione è modesto in 4 delle 7 aree monitorate. Nei pressi del lago di Montepulciano e nella zona di Mezzano – aree umide e soggette a flussi migratori – sembrano esserci più rischi per l’avifauna che suggeriscono un supplemento di osservazioni, anche con nuovi approcci sperimentali, per una corretta valutazione del rischio e l’individuazione di eventuali misure di mitigazione. Per lo studio condotto sullo Stretto di Messina è emersa la necessità di un monitoraggio più approfondito e con l’ausilio di appropriata tecnologia, come l’uso di radar.