Controversie e contenzioso

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Opposizione alla realizzazione di nuove linee

Terna considera il rispetto dell’ambiente e del territorio parte integrante delle attività di pianificazione della rete e si adopera per procedere in accordo con le Istituzioni locali. Tuttavia, i progetti di realizzazione di nuove infrastrutture comportano spesso reazioni avverse riconducibili alla sindrome NIMBY (Not In My Back Yard). In questi casi l’attitudine di Terna è quella della disponibilità a studiare e trovare soluzioni alternative, anche tecnicamente più complesse di quelle originariamente definite, purché compatibili con l’interesse generale alla sicurezza, efficienza ed economicità del servizio elettrico.

La ricerca di soluzioni condivise implica difficili mediazioni e tempi lunghi. Gli esiti sono normalmente positivi, ma durante il percorso possono persistere opposizioni locali. Tra queste, nel corso del 2012 e dei primi mesi del 2013 si segnalano:

  • Razionalizzazione tra Padova e Venezia: la linea Dolo - Camin (parte della razionalizzazione delle province di Padova e Venezia) è stata autorizzata ad aprile 2011 da parte del Ministero dello Sviluppo Economico (MiSE) di concerto con il Ministero dell’Ambiente (MATT). Il Comune di Vigonovo, insieme a quelli di Fossò e Camponogara, ha avanzato un ricorso contro il Decreto del MiSE. Vi è stata forte contestazione anche da parte del CAT (Comitato Ambiente e Territorio) a supporto dell’interramento dell’elettrodotto. Attualmente sono presenti ricorsi al TAR. A fine 2012 sono stati avviati i cantieri.
  • Caso “Redipuglia - Udine Ovest”: la linea è in autorizzazione da dicembre. A ottobre 2012 è stata rilasciata l’intesa dalla Regione. La polemica attorno all’elettrodotto è divampata fin dal 2009 con capofila il Comitato per la Vita del Friuli Rurale. Negli ultimi mesi del 2012 l’opposizione ha perso intensità.
  • Caso “Sorgente - Rizziconi”: l’opera è attualmente in fase di realizzazione. Dal 2011 con l’apertura dei cantieri si è sviluppata una protesta nel messinese (Valle del Mela) in relazione sia al nuovo elettrodotto in costruzione, sia alla presenza dell’esistente collegamento a 380 kV “Sorgente - Rizziconi” in prossimità del centri abitati. Questo nonostante il tracciato dell’opera sia il frutto di oltre 2 anni di approfondimenti tecnico-ambientali che hanno portato, d’intesa con la Regione Sicilia, la Provincia di Messina, il Comune di Villafranca e il Comune di Pace del Mela, insieme agli altri 11 comuni del messinese interessati, alla definizione di una soluzione di tracciato aereo che coniugasse nel migliore dei modi le esigenze di tutela ambientale, sociale e sanitaria, nel pieno rispetto dei limiti previsti dalla legge. La concertazione e il dialogo con il territorio sono iniziati nel 2004: oltre 100 gli incontri effettuati da Terna con le Istituzioni e gli Enti locali coinvolti per individuare le soluzioni migliori per la salvaguardia del territorio interessato. Nel corso del 2010 i Comuni di Villafranca Tirrena, di San Filippo del Mela e di Pace del Mela hanno presentato ricorsi per annullare l’autorizzazione unica rilasciata dal Ministero dello Sviluppo Economico; analoga iniziativa hanno assunto alcuni privati e alcune associazioni ambientaliste.
  • Caso “Fano - Teramo”: l’opera è attualmente in fase di concertazione. A partire dal 2006 sono stati avviati tavoli tecnici negli ambiti regionali coinvolti (Marche e Abruzzo). Per l’intervento è stato condiviso il corridoio ottimale e le fascia di fattibilità del futuro elettrodotto. Negli ultimi mesi del 2012 e a inizio 2013 i Comuni della provincia di Macerata si sono opposti al tracciato individuato. Anche l’Anci Marche, la Coldiretti e la Comunità Montana dei Monti Azzurri hanno espresso la loro contrarietà al tracciato.

Istruttorie dell’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas

Nel corso del 2012 l’Autorità per l’energia elettrica e il gas ha avviato due istruttorie conoscitive di potenziale interesse per Terna.

Delibera 2 agosto 342/2012/R/eel – Intervento urgente in materia di disciplina degli sbilanciamenti di energia elettrica e avvio di un’istruttoria conoscitiva in merito alle dinamiche del mercato dell’energia elettrica in Sardegna
A seguito del ripetersi, nel corso dell’anno 2012, di alcuni comportamenti tenuti in sede di offerta sul mercato elettrico da parte degli utenti del dispacciamento in prelievo nella zona Sardegna, l’Autorità ha avviato un’istruttoria conoscitiva finalizzata, da un lato, all’accertamento di eventuali condotte speculative da parte degli utenti del dispacciamento – e delle conseguenti responsabilità – e, dall’altro, alla definizione di una più efficiente e più efficace metodologia di regolazione degli sbilanciamenti effettivi, anche al fine di prevenire eventuali condotte speculative.

 

Delibera 4 ottobre 2012 401/2012/R/eel – Istruttoria conoscitiva sulle criticità di gestione del sistema elettrico in Sardegna
Con tale provvedimento l’Autorità ha avviato un’ulteriore istruttoria conoscitiva in merito alle criticità di gestione del sistema elettrico in Sardegna finalizzata ad individuare le cause tecniche alla base delle suddette criticità e le ripercussioni che i vincoli tecnici hanno, sia sull’esercizio in condizioni di sicurezza del sistema elettrico sardo, sia sul corretto svolgimento dei mercati dell’energia.

Oltre alle due istruttorie conoscitive sopra riportate, attualmente in corso, risulta ancora formalmente pendente l’Istruttoria conoscitiva sui disservizi verificatisi in Sicilia nei giorni 25 e 26 giugno 2007, avviata dall’Autorità con la Delibera n. 155/2007.

Contenzioso in materia ambientale

Il contenzioso in materia ambientale trae origine dall’installazione e dall’esercizio degli impianti elettrici e, prevalentemente, riguarda i danni che potrebbero derivare dall’esposizione ai campi elettrici e magnetici generati dagli elettrodotti. La Capogruppo e la controllata Terna Rete Italia S.r.l. sono infatti convenute in diversi giudizi, civili e amministrativi, nei quali vengono richiesti lo spostamento o la modifica delle modalità di esercizio di linee elettriche sulla base della presunta dannosità delle stesse, anche se installate nel pieno rispetto della normativa vigente in materia (Legge 22 febbraio 2001, n. 36 e D.P.C.M. 8 luglio 2003). Soltanto in un numero molto limitato di casi sono state avanzate richieste di risarcimento dei danni alla salute per effetto dei campi elettromagnetici.

Sotto il profilo delle decisioni intervenute in materia, si evidenzia che solo in sporadici contenziosi sono state emanate pronunce sfavorevoli alla Capogruppo, peraltro impugnate, i cui relativi giudizi sono allo stato ancora pendenti ed eventuali esiti negativi sono ritenuti non probabili.

Contenzioso relativo alle attività affidate in concessione

La Capogruppo, quale concessionario delle attività di trasmissione e dispacciamento dal 1° novembre 2005, è stata convenuta in alcuni giudizi a carattere per lo più impugnatorio di provvedimenti dell’AEEG e/o del MSE e/o della stessa Terna e relativi a tali attività. Solo nei casi in cui i ricorrenti lamentano, oltre che vizi propri dei provvedimenti impugnati, anche la presunta violazione da parte di Terna delle regole dettate dalle predette autorità, la Società si è costituita in giudizio. Nell’ambito di tale contenzioso, ancorché alcuni giudizi si siano conclusi in primo e/o in secondo grado con l’annullamento delle Delibere dell’AEEG e dei consequenziali provvedimenti di Terna, si possono ritenere come non probabili eventuali esiti negativi per la Società stessa, trattandosi normalmente per la stessa di partite passanti, come peraltro si ricava dalle informazioni fornite dai legali esterni che assistono la Società nel giudizio. La capogruppo Terna, quale concessionario delle attività di trasmissione e dispacciamento, in applicazione di Delibere dell’Autorità, adotta atti e provvedimenti che talora sono oggetto di impugnazione, anche se i relativi oneri economici, in presenza di determinati presupposti, possono essere riconosciuti da parte dell’Autorità di settore.

Altri contenziosi

Sono pendenti inoltre alcune vertenze in materia urbanistica e ambientale, connesse alla costruzione e all’esercizio di alcune linee di trasmissione, il cui esito sfavorevole potrebbe generare effetti peraltro non prevedibili e quindi non compresi in sede di determinazione del “Fondo contenzioso e rischi diversi”.

Per un numero limitato di giudizi non si possono a oggi escludere in via assoluta esiti sfavorevoli le cui conseguenze potrebbero consistere, oltre che nell’eventuale risarcimento dei danni, nel sostenimento, tra l’altro, di oneri connessi alle modifiche delle linee e alla temporanea indisponibilità delle linee stesse. In ogni caso, l’eventuale esito sfavorevole non comprometterebbe l’esercizio delle linee.

L’esame dei sopraccitati contenziosi, tenuto anche conto delle indicazioni dei legali esterni, fa ritenere come remoti eventuali esiti negativi.

Sanzioni

Nel periodo 2010-2012:

  • non vi sono state condanne penali passate in giudicato o patteggiamenti per infortuni causati a terzi da asset di Terna;
  • al 31 dicembre 2012 non si registra alcun contenzioso pendente né si sono conclusi procedimenti legali in tema di corruzione, concorrenza sleale, antitrust e pratiche monopolistiche. Non si sono registrate – sempre in tema di corruzione, concorrenza sleale, antitrust e pratiche monopolistiche – sanzioni amministrative o giudiziarie passate in giudicato, pecuniarie o non pecuniarie, per non conformità a leggi o regolamenti, anche in campo ambientale, che abbiano imposto a Terna un obbligo di “fare/non fare” (ad es. inibizioni) o condannato penalmente i suoi dipendenti.

Nel triennio 2010-2012 non si sono registrate sanzioni significative riguardanti l’ambiente e più in generale il rispetto delle norme di legge.

Terna SpA, sulla base della delibera VIS 16/11 dell’AEEG ha versato, nel corso dell’esercizio 2011, una sanzione amministrativa pecuniaria – pari a 420.000 euro – a definizione del procedimento istruttorio instaurato con la Delibera VIS 171/09, per la violazione delle disposizioni dell’AEEG, in materia di erogazione dei servizi di trasmissione, dispacciamento e misura dell’energia elettrica. In particolare la vertenza faceva riferimento ad anomalie riscontrate nella determinazione delle partite di energia elettrica prelevata dalla RTN e non correttamente attribuita agli utenti del dispacciamento.