La gestione dei rischi

L’analisi, la prevenzione e la gestione dei rischi riguardano i diversi aspetti delle attività aziendali. Nell’esercizio della sua attività, Terna è esposta a rischi di mercato e finanziari (relativi al tasso di interesse, all’inflazione, alla liquidità e al credito), a rischi connessi al fabbisogno di mezzi finanziari, a rischi operativi connessi al malfunzionamento della rete elettrica, a rischi regolatori e a rischi di contenzioso. Per un’illustrazione delle modalità di prevenzione e gestione di tali rischi si rimanda alla Relazione Finanziaria Annuale 2012.

Di seguito vengono illustrati altri aspetti di rischio, la loro relazione con le attività di Terna e gli elementi di presidio relativi. Gli aspetti considerati sono:

  • rischi e opportunità legate al cambiamento climatico;
  • rischi connessi con il Mercato Elettrico e il sistema elettrico.

Vengono inoltre illustrate le coperture di alcune obbligazioni connesse a benefici dei dipendenti.

 

Rischi e opportunità legate al cambiamento climatico

Terna è un’utility la cui attività principale è la trasmissione dell’energia elettrica, che non è implicata in alcun modo nella generazione di energia elettrica e non è soggetta a obblighi di riduzione delle emissioni o a schemi di emission trading.

Non sono dunque ipotizzabili interventi di natura fiscale (ad es. carbon tax) o regolatoria (target di riduzione delle emissioni, inclusione in schemi di emission trading) con conseguenze dirette sul business e sulla performance finanziaria di Terna. Il cambiamento climatico non costituisce per Terna una minaccia quanto a prospettive di business prevedibili. Al contrario, il cambiamento climatico ha stimolato un’evoluzione del quadro legislativo in senso favorevole alle fonti rinnovabili, che ha già offerto a Terna opportunità di sviluppo di nuovi filoni di business.

Il management di Terna riconosce la crescente rilevanza del cambiamento climatico e ha individuato – oltre alle opportunità – potenziali, anche se remoti, rischi collegati al riscaldamento della Terra e alle reazioni che questo potrà indurre nei Governi e nelle attitudini dei consumatori.

Gli ambiti in cui si prospettano rischi e opportunità per le attività di Terna sono i seguenti:

  • il compito di mantenere in equilibrio immissioni e prelievi di energia elettrica sulla rete di trasmissione, che Terna svolge in Italia in qualità di operatore del sistema di trasmissione, diviene più difficile quando le condizioni climatiche sono estreme, ad esempio in condizioni di scarsità d’acqua o di punte di caldo o gelo. Aumenta la probabilità di situazioni critiche che possono comportare il distacco temporaneo di utenti in alcune aree del Paese e che di conseguenza implicano per Terna una pressante attenzione delle Autorità pubbliche e dei mass media;
  • la preoccupazione per il cambiamento climatico o l’incremento dei prezzi delle materie prime energetiche potrebbero indurre una riduzione dell’elasticità della domanda di energia alla crescita del PIL. La tendenza al risparmio energetico e la ricerca di una maggiore efficienza energetica potrebbero ripercuotersi in una crescita della domanda di energia elettrica inferiore a quella attuale, a parità di altre condizioni. Le regole adottate fino ad oggi dall’Autorità di settore per la remunerazione del servizio di trasmissione rendono però molto improbabile che l’eventuale riduzione dei volumi possa tradursi in una riduzione di ricavi per Terna (si veda il paragrafo “Struttura dei ricavi e quadro regolatorio”). La prospettiva di introduzione di una tariffa binomia – originariamente prevista per il 2013 – conferma questa convinzione: secondo quanto proposto da AEEG, il 95% circa dei costi riconosciuti di trasmissione, oggi interamente allocati in base all’energia trasportata, dovrebbero essere ripartiti in base alla potenza disponibile ai punti di interconnessione fra la rete di trasmissione e le reti di distribuzione, mentre solo la parte rimanente dovrebbe sarà allocata in base all’energia trasportata (si veda, in questo capitolo, il paragrafo “Struttura dei ricavi e quadro regolatorio);
  • lo sviluppo della produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili pone a Terna diverse sfide, legate all’incremento delle richieste di connessione alla rete per impianti da fonte rinnovabile e alla necessità di pianificare e realizzare investimenti per risolvere i problemi di congestione sulla rete e per una gestione efficiente e sicura di una produzione non programmabile.
  • Aspetti critici. Le nuove centrali di produzione da fonti rinnovabili con potenza superiore ai 10 MW devono richiedere a Terna la connessione alla rete di trasmissione. Negli ultimi anni, le richieste sono state molto numerose. Solo da una parte delle richieste è stato sviluppato, una volta ottenuta da Terna la soluzione di connessione, un progetto portato in autorizzazione. Si è talvolta generato un disallineamento temporale tra autorizzazione dell’impianto e autorizzazione dei lavori per la connessione, oggi in via di risoluzione con il ricorso a un procedimento di autorizzazione unico. Questa situazione, unitamente ai tempi lunghi necessari per realizzare gli investimenti di sviluppo necessari per una piena utilizzazione della capacità produttiva da fonti rinnovabili, può esporre Terna a rischi reputazionali indipendentemente dalla correttezza del suo comportamento. Inoltre, l’intermittenza della produzione, soprattutto eolica, rende più difficile l’attività di dispacciamento, incrementando le necessità di riserva di potenza e regolazione.
    Opportunità. Gli investimenti sulla rete di trasmissione resi necessari dalla connessione di impianti da fonti rinnovabili sono una fonte di ricavi per Terna. Inoltre, come è spiegato in dettaglio nel capitolo sulla Responsabilità Ambientale, gli investimenti di sviluppo della rete elettrica comportano anche significative conseguenze in termini di riduzione delle emissioni nell’intero sistema elettrico (riduzione delle perdite, miglioramento del mix produttivo, connessione di nuovi impianti da fonti rinnovabili). L’immagine di Terna si può giovare di questo ruolo positivo. Anche la prospettiva di lungo termine di sviluppo di impianti solari in Africa per alimentare i consumi europei, che richiede un parallelo sviluppo delle infrastrutture di interconnessione tra i due continenti, pone Terna nella condizione di poter sviluppare opportunità di business. Con un orizzonte temporale più breve, Terna ha già pianificato investimenti in dispositivi di accumulo (batterie) che possono concretamente favorire l’utilizzo delle fonti rinnovabili risolvendo nel contempo anche i problemi di regolazione della rete. Questi investimenti aprono per Terna un nuovo filone di business indirettamente collegato al cambiamento climatico, come già accaduto nel 2010-2011 con la realizzazione di impianti fotovoltaici su terreni disponibili all’interno o vicino alle stazioni elettriche di Terna, poi venduti con significativi impatti positivi sulle performance finanziarie della società.
 

Rischi connessi con il Mercato Elettrico e con il sistema

Terna si approvvigiona delle risorse necessarie alla gestione in sicurezza del Sistema Elettrico Nazionale attraverso il Mercato dei Servizi di Dispacciamento. L’attività è critica per la sicurezza del servizio elettrico e ha importanti ricadute anche in termini economici (si vedano i paragrafi “Partite passanti” e “Meccanismi incentivanti”).

L’analisi dei processi relativi all’interazione di Terna con il Mercato Elettrico e dei rischi connessi ha consentito di identificare i rischi caratterizzati da maggiore probabilità e impatto. Al fine di attuare un monitoraggio costante di tali rischi è stato predisposto un sistema dedicato, denominato SIMM (Security Index Market Monitor). Questo sistema consente di avere una visione di sintesi dell’andamento del Mercato Elettrico attraverso alcuni indicatori principali e di identificare prontamente eventuali scostamenti dai benchmark prestabiliti.

Il monitoraggio dei dati sul Mercato Elettrico è svolto da Terna anche per conto dell’AEEG. La Funzione Risk Management, cui è stato attribuito il ruolo di componente dell’Ufficio di Monitoraggio di Terna (Testo Integrato del Monitoraggio del Mercato all'ingrosso dell'energia elettrica e del Mercato dei Servizi di Dispacciamento, Delibera n. 115/08 dell’AEEG), deve garantire imparzialità, trasparenza e sicurezza nel reperimento e nella rappresentazione delle informazioni. Per questo scopo è stato costituito il datawarehouse TIMM, con l’obiettivo di monitorare le grandezze e gli indicatori richiesti dall’AEEG. Nel corso del 2011 è stata ottenuta la certificazione del processo TIMM secondo lo standard ISO 27001.

La responsabilità per il funzionamento in sicurezza del Sistema Elettrico Nazionale impone a Terna di individuare le relative minacce e vulnerabilità (ad esempio eventi esogeni o mancato rispetto del Codice di Rete) e di adottare opportune azioni di mitigazione. Lo stato del Sistema Elettrico Nazionale viene monitorato attraverso numerose attività, quali:

  • monitoraggio dello stato del Sistema Elettrico Nazionale;
  • verifica delle prestazioni degli impianti connessi alla rete attraverso il processo di autocertificazione e l’analisi della relativa documentazione;
  • ispezioni ai siti interrompibili e controllo del rispetto dei requisiti tecnici richiesti da Terna;
  • sopralluoghi sugli impianti di produzione in costruzione in collaborazione con il Ministero dello Sviluppo Economico al fine di monitorare i ritardi nell’entrata in esercizio di tali impianti e verificare contestualmente l’applicazione del Codice di Rete e degli obblighi per la futura produzione;
  • monitoraggio della progettazione e realizzazione dei Sistemi di Difesa e delle tecniche di automazione di stazione.

 

Copertura di obbligazioni connesse a benefici dei dipendenti

Nel Gruppo Terna non esistono piani pensionistici aziendali a benefici definiti. In Italia la copertura pensionistica offerta dal sistema pubblico, in origine tra le più elevate dei Paesi OCSE, è stata ridotta da una serie di riforme a partire dalla metà degli anni Novanta. Terna offre ai propri dipendenti coperture pensionistiche integrative a contribuzione definita, con adesione su base volontaria. In particolare, i dirigenti possono aderire al fondo pensionistico Fondenel (http://fondenel.previnet.it) che prevede contributi a carico sia del dirigente sia dell’Azienda; in entrambi i casi, la loro misura varia con la data di assunzione e la data di prima adesione a un fondo pensionistico integrativo. Gli altri dipendenti (operai, impiegati, quadri) possono aderire al fondo pensionistico Fopen (http://www.fondopensionefopen.it). Oltre ai piani pensionistici, ai dipendenti delle società italiane sono riconosciuti altri trattamenti che hanno la natura di beneficio definito.

In particolare:

  • durante la vita lavorativa, tutti i dipendenti ricevono per norma contrattuale un “premio fedeltà” al compimento del 25imo e 35imo anno di anzianità in azienda;
  • al momento della cessazione del rapporto di lavoro sono riconosciuti benefici spettanti a tutti i lavoratori dipendenti (TFR), ai dirigenti assunti o nominati fino alla data del 28 febbraio 1999 (Indennità Sostitutiva di Preavviso) e ai dipendenti (operai, impiegati e quadri) già assunti al 24 luglio 2001 (Indennità per Mensilità Aggiuntive);
  • successivamente al rapporto di lavoro, ai dirigenti spetta una forma di assistenza sanitaria integrativa (ASEM);
  • ai dipendenti assunti entro il 30 giugno 1996 viene concessa una riduzione tariffaria sull’energia consumata per usi familiari (sconto energia).

La composizione e la movimentazione del TFR e degli altri fondi del personale al 31 dicembre 2012 sono le seguenti:

Valori in milioni di euro 31.12.2011 Accantonamento Interest cost Utilizzi e altri movimenti 31.12.2012
Benefici dovuti durante il rapporto di lavoro
Premio fedeltà 3,8 1,1 0,2 -0,5 4,6
Totale 3,8 1,1 0,2 -0,5 4,6
Benefici dovuti al momento della cessazione del rapporto di lavoro
Trattamento di fine rapporto 64,4 0,0 2,7 -4,1 63,0
IMA 6,5 0,2 0,4 -0,8 6,3
Indennità sostitutive e altre simili 2,7 0,0 0,0 -0,3 2,4
Totale 73,6 0,2 3,1 -5,2 71,7
Benefici successivi al rapporto di lavoro
Sconto energia 30,9 0,6 1,3 -0,4 32,4
ASEM 10,9 0,0 0,3 -0,5 10,7
Totale 41,8 0,6 1,6 -0,9 43,1
Totale 119,2 1,9 4,9 -6,6 119,4

La voce, pari a euro 119,4 milioni al 31 dicembre 2012 (euro 119,2 milioni al 31 dicembre 2011), registra un incremento rispetto all’esercizio precedente pari a euro 0,2 milioni, attribuibile agli accantonamenti dell’esercizio e alla rilevazione dell’onere di attualizzazione del periodo (complessivamente euro 6,8 milioni) compensati dagli utilizzi dell’esercizio (euro 6,6 milioni).

I costi relativi alle passività per benefici verso i dipendenti rilevati a Conto economico si analizzano come segue:

Valori in milioni di euro TFR Indennità sostitutive e altre simili IMA Premio fedeltà ASEM Sconto energia Totale
Costo corrente 0,0 0,0 0,2 0,2 0,2 0,6 1,2
Oneri finanziari 2,7 0,0 0,4 0,2 0,3 1,3 4,9
Ammortamento utili/perdite attuariali -0,1 -0,4 0,0 0,5 -0,5 0,0 -0,5
TOTALE 2,5 -0,4 0,6 0,9 0,0 1,9 5,6

Le principali assunzioni utilizzate nella stima attuariale delle passività per benefici ai dipendenti sono le seguenti:

Valori in percentuale 2012 2011
Tasso di attualizzazione 2,05% 4,10%
Tasso di incremento costo del lavoro 2,0% - 4,0% 2,0% - 4,0%
Tasso di incremento costo spese sanitarie 3,00% 3,00%