Ambiente, clima e fonti rinnovabili

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Tra i temi di attualità rispetto ai quali Terna presta particolare attenzione, vi sono i campi elettromagnetici, il cambiamento climatico e lo sviluppo della produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili.

In relazione ai campi elettromagnetici, l’impegno di Terna si concretizza innanzitutto nello scrupoloso rispetto delle norme di legge italiane, tra le più severe nel contesto internazionale. Considerata la sensibilità dell’opinione pubblica sull’argomento, Terna, dedica costante attenzione all’evolversi della ricerca scientifica sui campi elettromagnetici per valutare gli eventuali rischi connessi con le proprie attività. Inoltre, continuerà a contribuire a una corretta informazione dell’opinione pubblica sull’argomento.

I cambiamenti climatici e le emissioni di gas serra rappresentano uno dei problemi più significativi a livello planetario. Terna non è assoggettata a obblighi di riduzione delle emissioni o a schemi di emission trading né intravede particolari rischi, legati al cambiamento climatico, per il proprio Conto economico (si veda al riguardo il paragrafo “La gestione dei rischi”, pagg. 79-81). Ciononostante, sia come segno di una propria sensibilità ai temi ambientali sia in risposta alla crescente attenzione che investe al riguardo tutte le imprese del settore elettrico, Terna ha già messo a punto programmi di controllo e contenimento delle emissioni dirette e indirette, e manterrà l’impegno per la ricerca di una maggiore efficienza energetica. Il maggiore contributo di Terna all’abbattimento delle emissioni di CO2 in atmosfera è rappresentato dallo sviluppo della rete, che consente una maggiore efficienza del sistema elettrico nel suo complesso e rende possibile accogliere una crescente produzione da fonti rinnovabili. Vanno in questa direzione la ricerca applicata, le iniziative in tema di Smart Grid e la partecipazione a iniziative e progetti internazionali per sviluppare una rete elettrica integrata euro-mediterranea, per i quali si rimanda alle pagg. 32 e 60, e lo sviluppo dei sistemi di accumulo previsto dal proprio Piano Strategico per i prossimi anni.