Piano di Sviluppo e riduzione delle emissioni di CO2 del sistema elettrico

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La realizzazione delle nuove linee e stazioni previste dal Piano di Sviluppo produce effetti positivi non solo in termini di sicurezza del servizio e di costo finale dell’energia elettrica, ma anche di riduzione delle emissioni da parte del sistema elettrico. Gli effetti, raggiungibili a completamento del Piano, sono riconducibili a tre categorie:

  • riduzione delle perdite di rete;
  • miglioramento del mix produttivo e interconnessione con l’estero;
  • connessione di impianti da fonti rinnovabili.

Complessivamente, la riduzione delle emissioni di CO2 nell’orizzonte di Piano 2013-2022 può raggiungere il valore di circa 12,5 milioni di tonnellate all’anno.

Riduzione delle perdite di rete

Le perdite di rete dipendono, tra l’altro, dalla lunghezza del percorso dell’energia elettrica sulla rete di trasmissione. Semplificando al massimo, più lontano è il punto di consumo (di prelievo dalla RTN) dal punto di produzione (d’immissione nella RTN), maggiori sono le perdite a parità di consumo. Inoltre, a parità di percorso le perdite sono maggiori su una linea a tensione più bassa.

Gli interventi di sviluppo che migliorano la magliatura della rete avvicinano i punti di prelievo e di consumo: a parità di altre condizioni, la conseguenza è una riduzione delle perdite di rete. Lo stesso risultato è prodotto dal potenziamento di un tratto di rete, per esempio quando una linea a 380 kV ne sostituisce una a 150 kV sullo stesso percorso.

Con la completa realizzazione degli interventi previsti nel Piano di Sviluppo 2013, la diminuzione delle perdite alla punta potrebbe raggiungere un valore di potenza di 200 MW, cui corrisponde una riduzione delle perdite di energia nella rete valutata in circa 1.200 GWh/anno. Ipotizzando che la riduzione di tali perdite equivalga ad una riduzione di produzione da fonti combustibili è possibile ritenere che detti interventi possano avere come valore aggiunto anche una diminuzione di emissioni di CO2 che oscilla fra 500.000 e 600.000 tonnellate annue.

Miglioramento del mix produttivo e interconnessione con l’estero

Tra le finalità principali dello sviluppo della rete elettrica di trasmissione vi è il superamento dei limiti di trasporto tra “zone elettriche”. L’esistenza di questi limiti impone alcune restrizioni alla possibilità di produzione da parte delle unità di generazione più efficienti, ovvero meno inquinanti in termini di emissioni di CO2, e al contempo rende necessaria per la sicurezza della rete la produzione da parte di centrali obsolete.

Gli interventi previsti dal Piano di Sviluppo, unitamente al potenziamento di interconnessione con l’estero, renderebbero possibile un mix produttivo più efficiente di quello attuale, con una maggiore quota di produzione da parte d’impianti con rendimenti più elevati. La stessa quantità di consumo finale sarebbe così soddisfatta con una minore quantità di combustibile: i benefici sono quantificabili in una riduzione delle emissioni di CO2 fino a 6.200.000 tonnellate annue.

Connessione di impianti da fonti rinnovabili

Il contributo principale alla riduzione delle emissioni di CO2 è dovuto alla connessione d’impianti di produzione da fonti rinnovabili considerati tra gli interventi del Piano di Sviluppo 2013. La produzione di energia da fonti rinnovabili ha rappresentato un potenziale energetico in forte crescita negli ultimi anni. In particolare, gli impianti di generazione da fonte eolica e fotovoltaica hanno registrato un incremento considerevole soprattutto nelle regioni meridionali e insulari del nostro Paese. In particolare, la potenza installata nel 2012 ha raggiunto valori pari a circa 17.000 MW per il fotovoltaico e circa 8.000 MW per l’eolico.

Uno dei principali compiti di Terna è quello di pianificare i rinforzi della rete al fine di favorire la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, cercando di superare gli eventuali vincoli di rete e di esercizio che rischiano di condizionare l’immissione in rete di tale energia, che gode del diritto di priorità di dispacciamento. I condizionamenti alla produzione da fonte rinnovabile non programmabile (FRNP) sono riconducibili essenzialmente a due categorie:

  • limiti dovuti a problemi di esercizio in sicurezza del sistema elettrico, legati cioè a vincoli di dispacciamento che richiedono la verifica del bilancio generazione-carico anche in caso d’improvvisa mancanza della capacità produttiva da fonti rinnovabili non programmabili;
  • limiti attribuibili direttamente a un’insufficiente capacità di trasmissione delle porzioni di rete (in generale in Alta Tensione) cui sono connessi gli impianti da fonti rinnovabili non programmabili.

Le soluzioni di sviluppo pianificate in risposta a tali criticità includono quindi sia interventi di rinforzo di sezioni della rete primaria, che consentono indirettamente di ridurre i condizionamenti all’esercizio della produzione delle FRNP, sia interventi di potenziamento locale delle reti di sub-trasmissione su cui s’inserisce direttamente la generazione FRNP.

Oltre a questi interventi sono state previste stazioni di raccolta delle FRNP sulla rete ad Altissima Tensione che consentiranno di limitare la realizzazione di nuovi elettrodotti altrimenti necessari (si vedano anche i paragrafi dedicati alla sicurezza del sistema elettrico, alle smart transmission solutions e ai sistemi di accumulo nel capitolo dedicato alla Responsabilità del Servizio Elettrico e nel Profilo).

Il complesso delle opere previste da Terna nel Piano di Sviluppo 2013 libererà una potenza da fonte rinnovabile di circa 4.700 MW, ottenendo una riduzione delle emissioni di CO2 di circa 5.900 ktCO2/anno.

PRINCIPALI INTERVENTI DEL PIANO DI SVILUPPO CON EFFETTO SULLE IMMISSIONI DI ENERGIA DA FONTI RINNOVABILI

Categoria Interventi Potenza da fonti rinnovabili (MW)
Rinforzi di rete indirettamente funzionali alla riduzione dei vincoli di esercizio nel dispacciamento della generazione, che favoriscono la produzione da Fonti Rinnovabili Non Programmabili Elettrodotto a 380 kV “Sorgente-Scilla-Rizziconi” e potenziamenti della rete AAT in Sicilia 1.000
Potenziamento della capacità di interconnessione tra Sardegna e Corsica/Continente 500
Nuovo elettrodotto a 380 kV “Aliano-Montecorvino” 900
Elettrodotto a 380 kV “Foggia-Villanova” 700
Potenziamento elettrodotto a 380 kV “Foggia-Benevento” 500
Interventi di potenziamento e decongestione di porzioni di rete in AAT/AT su cui si inserisce direttamente la produzione da Fonti Rinnovabili Non Programmabili Rinforzi della rete di trasmissione nel Sud Italia 1.100